B-IO
In fin dei conti, sì, posso dire di essere alla continua ricerca della “non convenzionalità”, in una sorta di continua osmosi tra lavoro e passioni, fabbrica di conseguenze mai banali.
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Dov’è finita la rana?

Ebbene sì, la rana velenosa non c’è più e ha fatto tutto lei. La scusa era che non la capivo più, che stavo diventando troppo buono e sportivo per i suoi gusti con le mie continue passeggiate. Scenate di gelosia inutili. Così un giorno è saltata dalla finestra senza una lacrima e non l’ho più vista. Diciamocelo, un po’ mi è dispiaciuto, le volevo bene nonostante il brutto carattere. D’altra parte mi ha accompagnato in molti dei miei lavori, mi ha insegnato a gestire certi clienti difficili con la sua ironia pungente. Ma alla fine sto meglio così: le rane velenose alla lunga possono intossicarti e creare dipendenza. E io credo più alla libertà che alla comunità di recupero (chissà se è finita lì!). Rimangono le domande e i bei ricordi, anche quel tocco di verde acido qua e là, ma nessun rimpianto.

biografia

IL GRAFICO CON IL LEVRIERO

Grafica, arti visive e musica: lavoro, ma soprattutto passione. “A pacchi”.
Vivo nel mondo della grafica da molti anni. Ho vissuto a lungo a Roma e in Toscana, col mio fedele cane sempre al seguito. Per la cronaca, altresì detta lista della spesa, mi occupo, di grafica tradizionale: packaging, brochure, manifesti, flyer, cataloghi, ma anche pack per CD e DVD; immagine coordinata, con loghi, biglietti da visita, gadget; e, ovviamente, tanto e sempre più web e digital: dallo sviluppo di siti aziendali e di professionisti, ai social media e a tutto quello che ci gira intorno.
Molti progetti che curo diventano, sic et simpliciter, progetti di comunicazione integrata “a tutto tondo”, con video corporate e spot pubblicitari, realizzati in collaborazione con partner di lunga data. Ed è proprio qui che la passione per la grafica incontra quella per la musica e mi trovo a comporre musica e a curare colonne sonore di video, spot, documentari, opere teatrali, mostre e installazioni artistiche. Ebbro di nuovo rinascimento, ho ripreso da poco tempo anche a dipingere. A volte mi cimento, e sanza pavento, come cantautore, seguendo percorsi sempre e assolutamente non convenzionali. E così, per quanto riguarda le Muse, siamo a posto.

In fin dei conti, sì, posso dire di essere alla continua ricerca della “non convenzionalità”, in una sorta di continua osmosi tra lavoro e passioni, fabbrica di conseguenze mai banali.
Se questa cosa vi incuriosisce, passate altresì al form contatti e inviatemi una mail.
Sani.

sì, ma il levriero?

Che poi il levriero in realtà è un galgo spagnolo, anzi una galghetta femmina di taglia media di nome Tess, come la protagonista del film che Roman Polanski ha tratto nel 1979 dal romanzo di Thomas Hardy Tess dei D’Urbervilles (1891) interpretata da Nastassja Kinski (bravissima e bellissima, ma Tess corre più veloce).

Ho adottato Tess a fine ottobre del 2017 dal GACI (Greyhound Adopt Center Italy), un’associazione che si occupa da 15 anni della disgraziata sorte di una particolare razza di cani: i levrieri, e più precisamente i greyhounds, galgos spagnoli e podenco.
Consiglio a chiunque ami gli animali in genere e i cani in particolare di prendere in considerazione queste meravigliose creature.